![]() ![]() Su un ampio parco delimitato da muro di cinta, originale per forma ellittica, solenne nell'accesso per i pilastri della cancellata sui quali svettano alti pinnacoli a guglia di mattoni rossi, si affaccia Villa Alessandri, Donadelli. Il complesso è sito a Dossobuono di Villafranca di Verona, in un'area ancora tipologicamente interessante. La struttura del complesso monumentale è il frutto dell'aggregazione di volumi edilizi autonomi. Sembra che a progettare il corpo principale della villa sia stato Doemnica Curtoni, lo stesso architetto che ideò il palazzo della Gran Guardia in Piazza Brà a Verona (relazione di vincolo I999). Il fabbricato è comunque un bel esempio di architettura del Sei/Settecento. Il piano terra è definito da un leggero finto bugnato, mentre risulta più imponente l'aspetto del piano nobile. Finestre abbinate, delineate da contorni elaborati, sorrette da mensole e chiuse da cornici aggettanti, conferiscono un aspetto solido, inusuale per questo livello nella gerarchia dei piani. L'edificio, di aspetto austero, ospitò durante le vicende delle guerre d'indipendenza Vittorio Emanuele II (Franzoni 1965) e fu donato da parte dei conti Alessandri agli istituti ospitalieri di Verona (Viviani, 1975). Nonostante l'uso particolare del tufo nella definizione della facciata in corrispondenza del piano nobile, l'impostazione di questa è molto regolare, scandita persino dalla presenza di cinque alti camini sul tetto E' un tipico esempio di villa veneta: ad una regolarità di prospetto fa riscontro all'interno uno schema di impianto semplice, dove il salone centrale è il fulcro ed elemento distributivo degli spazi domestici. Piacevoli sorprese dovrebbe riservarle il salone centrale. Questo, ancora da restaurare, lascia intravedere tracce di interessanti affreschi, molto nitide sulla porzione di muro soprastrante un arco di porta, meno leggibili, per il degrado, quelle insistente su un bel camino in pietra del settecento ancora integro nelle fattezze. Ha spalle leggermente decorate con un ornamento ricorrente a fiocchetto, una trabeazione mistilinea con motivo centrale a voluta e due formelle quadre a soggetto floreale che ne completano la composizione. Da recuperare, inoltre, è anche il solaio di questo locale per gli esempi di pitture che si possono ancora ammirare su alcuni elementi lignei. Di interesse artistico sono anche le due barchesse poste ai lati del corpo principale. Più basse dell'edificio, presentano il fronte ritmato da archi a tutto sesto, chiusi un tempo da cancelli ed inferriate a raggiera da un lato e portoni con altrettanti elementi a raggiera, ma in legno e dall'altro lato ora da vetrate di pregio. Come conclusione del fronte una sequenza di fori ovali nel sottogronda. Una rifinitura a bugnato in mattoni rossi conferisce al prospetto un tono rustico. L'interno è un grande spazio rettangolare coperto da un tetto a capanna, sorretto da alti pilastri in mattoni. Ultimo annesso rustico dell'inizio dell'Ottocento, le "scuderie", ha pilastri in mattoni in facciata e portoni in legno. |
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